Ambientazione: medievale fantasy
Sistema di gioco: BESM
Vi propongo un'altra campagna, sfortunatamente mai conclusa, giocata nel 2012. Le avventure proposte al gruppo in quell'anno, investigative e piuttosto complesse, non erano niente male.
Trovate tutto qui: https://sites.google.com/site/k626rpg/home
Perchè non si può mai sapere quando può servire una traccia per un personaggio o uno spunto per un'avventura...
sabato 16 luglio 2016
lunedì 4 luglio 2016
Spunto #9 - H.H. Holmes
Ambientazione: moderna (1890)
Spesso accreditato come il primo serial killer d'America, il numero delle vittime di Holmes varia tra 27 (quelle confessate) e più di 200 (quelle attribuitegli). Come è potuta accadere una cosa del genere senza che nessuno si sia accorto di nulla per tanto tempo?
La risposta sta nel fatto che Holmes aveva fatto costruire un hotel in una zona piuttosto vivace di Chicago, parliamo del 1890, e questo hotel era progettato al solo scopo di soddisfare i suoi desideri malati.
L'hotel, in seguito chiamato "Murder Castle", fu progettato per essere un labirinto di stanze senza finestre, rendendo praticamente impossibile la fuga per coloro che Holmes aveva scelto di intrappolare.
Nessuno, a parte Holmes, conosceva l'esatta planimetria del luogo. Più volte assunse e licenziò nuovi costruttori, prima di completare questa casa degli orrori. Si potrebbe parlare delle porte in grado di essere aperte solo dall'esterno, di porte che si aprivano su pareti di mattoni, di una cassaforte grande abbastanza per contenere una persona all'interno o di uno scivolo che permetteva ai corpi di essere scaricati dai piani superiori direttamente nel seminterrato, dove si trovava un forno crematorio e grandi forniture di acido.
Una biografia più curata è facilmente disponibile su Wikipedia, a QUESTO indirizzo.
Se in un certo senso può essere facile imbastire un'avventura investigativa su questo personaggio, meno facile è uscire dai canoni della banalità. Anche perché il classico "trova il killer e assicuralo alla giustizia" andrebbe a cozzare con il modo in cui le cose sono realmente andate.
Holmes potrebbe quindi comparire come figura laterale in una quest non direttamente legata a lui. Pensiamo ad esempio ad un'avventura per Il Richiamo di Cthulhu ambientata nel 1890. Il gruppo, che viene da fuori, investiga su un caso banale ma magari risiede proprio nell'hotel di Holmes. Se vogliamo inseriamo qualche piccola stranezza per dare un po' di colore, ma nulla che possa davvero dare nell'occhio e far scoprire il nostro serial killer.
Holmes per qualche motivo non è interessato a far fuori i pg (ne ammazzava tanti, ma non proprio tutti). Però magari un png potrebbe scomparire nel nulla e il gruppo potrebbe essere portato a credere che questa sparizione sia collegata alla missione su cui stanno indagando. E non a Holmes o all'hotel. Quindi, il gruppo rimarrebbe lì senza minimamente essere consapevole di ciò che sta accadendo e scoprendolo solo al termine dell'indagine quando, ormai lasciata Chicago, il master decide di fare il classico spiegone per dipanare tutti i dubbi e chiarire i punti oscuri.
Vorrei vedere le facce dei giocatori...
Holmes per qualche motivo non è interessato a far fuori i pg (ne ammazzava tanti, ma non proprio tutti). Però magari un png potrebbe scomparire nel nulla e il gruppo potrebbe essere portato a credere che questa sparizione sia collegata alla missione su cui stanno indagando. E non a Holmes o all'hotel. Quindi, il gruppo rimarrebbe lì senza minimamente essere consapevole di ciò che sta accadendo e scoprendolo solo al termine dell'indagine quando, ormai lasciata Chicago, il master decide di fare il classico spiegone per dipanare tutti i dubbi e chiarire i punti oscuri.
Vorrei vedere le facce dei giocatori...
domenica 26 giugno 2016
PG #3 - Il collezionista
Ambientazione: qualsiasi (ma prevalentemente moderna)
Avete mai conosciuto un collezionista? Certo, molti di noi hanno una collezione cui dedicano una parte del proprio tempo libero. Ma io non parlo di quello. Parlo di veri e propri fanatici completamente assorbiti dal collezionismo. Persone per cui il concetto di tempo libero, di fatto, non esiste più. Persone per cui collezionare diventa un vero e proprio lavoro: cercare le offerte migliori, informarsi sui libri, studiare, condividere idee e opinioni sui forum dedicati... e ovviamente arricchire la propria collezione. Ognuno ha il proprio campo di interessi, ma la persona che sta "dietro" condivide tratti simili che prescindono dalla collezione.
Prima di approfondire lo stereotipo facciamo però una lista delle principali tipologie di collezione (e non sono poche).
Monete - Il collezionismo numismatico è forse la più classica forma di collezionismo in assoluto. Credo siano davvero tanti che, da piccoli, raccoglievano gli spiccioli stranieri che rimanevano nelle tasche di parenti e amici, catalogandoli per nazione e tipologia. Molti lo fanno tutt'ora. Eppure tra i collezionisti di monete si possono fare dei distinguo importanti, a seconda dei periodi storici, delle tipologie di monete e della disponibilità economica. Alcuni collezionano monete romane, e magari solo di determinati periodi o imperatori. Altri collezionano monete medievali, spesso limitandosi alla propria città o regione. C'è chi colleziona monete dell'antica Grecia, del Regno d'Italia, monete d'argento, monete d'oro, monete inglesi o americane. C'è chi si accontenta di poche monete ma le vuole in condizioni perfette ("fior di conio"), come mamma zecca le ha fatte, ed è disposto a spendere davvero tanti soldi (letteralmente milioni di euro in alcuni casi). E c'è chi invece preferisce avere migliaia di monete circolate che vengono vendute a peso e il cui valore singolo è quasi nullo. E c'è anche una stretta minoranza di collezionisti di banconote, vecchi assegni o titoli, invece delle classiche monete.
Francobolli - Altra forma di collezione classica che però, con l'avvento di internet e delle e-mail, sta lentamente scomparendo (il famosissimo Penny Black inglese o il Gronchi Rosa italiano si trovano ormai in vendita in ottime condizioni per poche migliaia di euro). Anche in questo caso c'è chi colleziona francobolli di tutto il mondo e chi di una nazione specifica. Molti collezionisti di francobolli sono interessati a un tema specifico (grandi personaggi, sport, animali, piante, aerei, navi, eccetera). Alcuni collezionisti vogliono francobolli perfetti e mai usati, magari in terzine, quartine o interi foglietti, altri preferiscono il francobollo timbrato. C'è anche chi colleziona intere buste affrancate.
Figurine - Quello delle figurine in cartoncino è un tipo di collezione più tipica degli Stati Uniti che del nostro paese, dove fino a un decennio fa regnavano incontrastate quelle adesive. Alcune vecchie card del baseball vengono vendute in asta per migliaia di dollari. Anche in questo caso c'è chi colleziona solo il materiale di una determinata squadra e chi invece è interessato alle intere annate. Va detto che, spesso, il collezionista di card sportive affianca alle figurine altri cimeli quali berretti, magliette e gadget di ogni tipo e genere.
Fumetti - Anche questo tipo di collezione è un grande classico degli Stati Uniti, e non si deve pensare che sia una collezione poco importante. La collezione di fumetti di Nicholas Cage, circa un anno fa, è stata venduta per 1,6 milioni di dollari. Anche in questo caso sono numerose e varie le tipologie. Chi preferisce i manga giapponesi, chi i comics americani. Chi è interessato solo a una casa editrice (ad esempio Marvel piuttosto che DC Comics) e chi a un solo super eroe. Chi affianca alla collezione di fumetti gadget o libri di illustrazioni.
Antiquariato e archeologia - La categoria "antiquariato" contiene tanto i collezionisti di mobili vecchi/antichi quanto quelli di soprammobili o di vecchi giocattoli. Si tratta quasi sempre collezioni piuttosto costose, e come sempre è facile diversificare in base alla tipologia di oggetto, allo stile o al periodo storico. Se il periodo storico è molto distante conviene però parlare di archeologia, un tipo di collezionismo tra i più interessanti. Si tratta di una tipologia di collezionismo che in molti casi è illegale (i reperti archeologici sono proprietà della nazione in cui vengono rinvenuti) e che quindi richiede di passare attraverso aste (le case d'asta forniscono sempre certificati di "lecita provenienza" dei reperti archeologici) oppure tramite acquisti "in loco"... con tutti i rischi dei caso (dalla valutazione del reale valore dell'oggetto, alla truffa vera e propria).
Collezionismo informatico - E' l'ultima frontiera del collezionismo: una raccolta di prodotti completamente intangibili. Dalle carte di Heartstone agli e-book, dai file .mp3 musicali a quelli .avi delle serie televisive. Questo tipo di collezionismo soddisfa perché spesso è completamente gratuito (e totalmente illegale) e richiede solo di saper utilizzare adeguatamente strumenti quali eMule o Torrent.
Altro - Si va dalle fotografie antiche alle cartoline, dai vinili musicali ai DVD, dalle sorpresine Kinder alle tessere telefoniche, dalle conchiglie ai minerali, dai monili ai modellini, dalle bustine di zucchero ai tappi, dalle lattine/bottiglie di birra ai biglietti da visita dei ristoranti, da libri, giornali e riviste ai giochi in scatola o di ruolo. Da quadri e sculture alle automobili (per chi ha abbastanza soldi). Tutte queste categorie, spesso, sono composte da un numero imprecisato di sotto-categorie, a seconda delle tematiche o degli interessi del collezionista di turno.
Il collezionista è un tipo di personaggio divertente da giocare e che fornisce al master parecchi spunti. Lo stereotipo che io vi propongo è quello del "collezionista di collezioni". Si tratta di una persona dagli interessi più disparati, molto simile a un accumulatore seriale, che porta avanti decine di collezioni. Queste collezioni sono sempre incomplete e, prese singolarmente, di basso valore (anche se potrebbe possedere qua e là dei pezzi interessanti o addirittura pregiati).
Il collezionista potrebbe essere animato all'avventura dall'interesse per il denaro (comprare nuovi pezzi) o per il viaggio (trovare nuovi pezzi), cose che per lui sono addirittura vitali... in quanto "vitali" sono le sue collezioni.
Si potrebbe trattare di un personaggio scostante che si incendia d'interesse in un attimo e altrettanto velocemente si raffredda. Uno che compra e vende intere collezioni a seconda degli interessi del momento. Potrebbe trattarsi di un personaggio poco affidabile, disposto a mettere l'interesse per le collezioni davanti al lavoro, alle persone e perfino a se stesso.
Infine, il collezionista potrebbe rivelarsi terribilmente ansioso e instabile. Sia per ciò che può succedere ai suoi "bambini" in sua assenza, sia per l'impossibilità di ammirare i pezzi della collezione, sia per il bisogno compulsivo di acquistare un nuovo elemento.
Dal punto di vista "pratico", le capacità del "collezionista di collezioni" saranno certamente legate alle sue conoscenze nelle materie più diverse. Potrebbe inoltre essere in contatto con persone di tutti i tipi e in qualunque parte del mondo grazie alle decine di forum che frequenta.
mercoledì 22 giugno 2016
Spunto #8 - Bohemian Grove
Ambientazione: moderna
La tradizione del Bohemian Grove comprende molti miti che sono, effettivamente, soltanto dei miti. La storia di questo campeggio per "le persone più potenti della terra" affonda le proprie radici alla fine dell''800, quando Henry Edwards organizzò una cena in proprio onore con circa 100 invitati, conclusasi con il campeggio di fortuna sul luogo durante la notte. L'anno seguente gli stessi invitati organizzarono una cena fra loro senza invitare il povero Edwards, tradizione che si mantenne durante i decenni successivi. Nel 1899 acquistarono il terreno dell'attuale Bohemian Club, nei pressi di Monte Rio in California, ma lo spirito goliardico degli inizi si infranse contro le regole statunitensi del capitalismo, e il club fu requisito da alcuni potentissimi uomini d'affari americani. Da allora il Bohemian Grove ha continuato ad espandersi e a diventare sempre più grande, un campeggio con statue e altri simboli sparsi lungo tutte le centinaia di ettari dell'area interessata.
Già pochi anni dopo la sua fondazione cominciarono a circolare voci riguardanti oscure pratiche e rituali mistici che si svolgevano durante le due settimane del campeggio più ricco ed esclusivo del mondo. Con il proliferare delle teorie del complotto e di altre correnti di pensiero riguardanti l'élite che controlla il mondo, il Bohemian Grove divenne il simbolo stesso del potere, un luogo nel quale, secondo alcuni, vengono decise le sorti del mondo intero.
Assieme a queste teorie vengono anche identificate alcune pratiche che, secondo molti, includerebbero rituali quali sacrifici umani, attività paranormali e addirittura il contatto con gli alieni. Se alcune sono soltanto fantasie, è però vero che i membri stessi raccontano ai nuovi arrivati di come sia stato proprio al Bohemian Grove che abbia preso corpo il "Progetto Manhattan", che portò alla realizzazione della bomba atomica. Altri incontri celebri sono stati quelli fra Ronald Reagan e Richard Nixon, che si sarebbero accordati, proprio all'ombra delle sequoie californiane, sulle date di candidatura alla presidenza, ritardando al 1980 quella di Reagan.
Il sito Ghost Diaries ha recentemente pubblicato alcune fotografie che afferma essere provenienti dagli archivi della UC Berkeley, fotografie strane ed inquietanti che non fanno altro che alimentare a dismisura le teorie complottiste.
Alcune delle personalità che hanno partecipato al campeggio sono state: George Bush Junior e Senior, Richard Nixon, Ronald Reagan, Herbert Hoover (che lo definì "the greatest men's party on Earth"), Dwight Eisenhower, Gerald Ford, Dick Cheney, Colin Powell, Donald Rumsfeld, George Shultz, Karl Rove, Al Gore, Jack Kemp, Caspar Weinberger, Shimon Peres, Helmut Schmidt, Michel Rocard, James Baker. Nel 2006 tra i circa 250 invitati erano presenti Rupert Murdoch, Tony Blair, Shimon Peres, Bill Clinton, Al Gore, Arnold Schwarzenegger, Bono.
Non starò a dilungarmi troppo sui possibili plot da legare a questo spunto... sono davvero molti.
Fantastichiamo su uno scenario horror alla fine dell'Ottocento. Poniamo che Henry Edwards, che da quanto riporta Wikipedia godeva di scarsa salute, sia in realtà un fanatico occultista. La sua scarsa salute è dovuta ai rituali di sangue che, letteralmente, lo consumano. Evocativa (anche se forse un po' scontata) l'idea di Edwards che ritorna come fantasma dopo la propria morte (9 giugno 1891), perseguitando e uccidendo coloro che gli avevano "rubato" il Bohemian Club. Magari con un climax ascendente che esplode durante il Bohemian Grove (settimane centrali di luglio). Riusciranno i PG a interrompere questa catena di omicidi?
In alternativa può essere interessante rimanere in un atmosfera più occulta e "cthulhiana". luglio 1916. Al Bohemian Grove (sab 1 - dom 16 luglio) partecipa un nuovo membro, in realtà un cultista, che introduce un nuovo rituale che viene compiuto tutte le sere per due settimane. Il 14-15 luglio c'è un eclissi di luna in occasione della quale il rituale verrà compiuto per l'ultima volta e verrà evocato... oppure no? Forse i PG riusciranno ad intervenire prima?
Altra idea può essere quella di un'avventura action o super eroistica. Un Bohemian Grove contemporaneo magari, con le personalità più influenti della terra prese in ostaggio da un gruppo di terroristi. Riusciranno i PG a salvare il presidente degli Stati Uniti d'America?
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Spunto #7 - Bergen-Belsen
Ambientazione: moderna (Seconda Guerra Mondiale)
La galleria seguente mostra i ritratti in bianco e nero delle donne guardie del campo di concentramento di Berger-Belsen, in attesa del giudizio, durante il 1945. Il campo non era originariamente pensato come un luogo di sterminio, ma carcere per i prigionieri di guerra. Durante il 1940, 1941 e 1942 qui morirono circa 18.000 soldati russi di Tifo, mentre dal 1943 lo spazio fu utilizzato come campo di concentramento per gli Ebrei, i prigionieri politici, criminali ma anche ROM, Testimoni di Geova e omosessuali. Durante il periodo di utilizzo come campo di concentramento a Berger Belsen morirono circa 50.000 persone, di cui 35.000 ad inizio del 1945, sempre uccisi dal Tifo.
Frieda Walter: condannata a 3 anni di carcere
Juana Bormann: condannata a morte
Herta Bothe: condannata a 10 anni di carcere. Fu rilasciata il 22 Dicembre 1951
Anna Hempel: condannata a 10 anni di reclusione
Helene Kopper: condannata a 15 anni di carcere
Herta Ehlert: condannata a 15 anni di carcere
Hilde Liesewitz: condannata a 1 anno di reclusione
Ilse Forster: condannata a 10 anni di prigione
Gertrude Feist: condannata a 5 anni
Hildegard Lohbauer: condannata a 10 anni di carcere
Gertrude Saurer: condannata a 10 anni
Elizabeth Volkenrath: uno dei capi del campo di concentramento. Fu condannata a morte ed impiccata il 13 dicembre 1945
Come si può notare in origine le guardie erano 12, un numero con una certa risonanza esoterica. E' facile immaginare come la Volkenrath, uno dei capi del campo di concentramento, potesse essere anche a capo di un gruppo esoterico. Ed è possibile immaginare come le 10 sopravvissute, alla morte della "gran sacerdotessa" potrebbero voler portare avanti il gruppo o reclamare vendetta tramite qualche oscuro rituale...
Ma ovviamente questa è solo una delle possibilità. E se i PG facessero parte dell'11° Divisione Corazzata dell'esercito britannico che il 15 aprile 1945 ha liberato il campo? E se, proprio in quel momento, queste 12 donne stessero compiendo un oscuro rituale? La seconda guerra mondiale e i campi di concentramento e sterminio sono una realtà terrificante. Abbiamo l'occasione di aggiungere orrore all'orrore per creare un'avventura che coinvolga i giocatori e, al contempo, li faccia riflettere.
Ma ovviamente questa è solo una delle possibilità. E se i PG facessero parte dell'11° Divisione Corazzata dell'esercito britannico che il 15 aprile 1945 ha liberato il campo? E se, proprio in quel momento, queste 12 donne stessero compiendo un oscuro rituale? La seconda guerra mondiale e i campi di concentramento e sterminio sono una realtà terrificante. Abbiamo l'occasione di aggiungere orrore all'orrore per creare un'avventura che coinvolga i giocatori e, al contempo, li faccia riflettere.
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mercoledì 23 marzo 2016
Spunto #6 - Sunnydale
Ambientazione: fantasy
Ok, credo che il titolo chiarisca in modo abbastanza palese l'ispirazione e dove sto andando a parare. Se il nome non vi dice nulla una veloce ricerca su Google vi verrà facilmente in soccorso.
Si tratta ovviamente di uno degli stereotipi più abusati del genere fantasy: la città costruita in prossimità di una porta per l'inferno, di un vulcano attivo o di qualche altro cataclisma che ne mina costantemente l'esistenza. Eppure anche uno spunto così scontato può essere ottimizzato per fungere da sfondo ideale per una serie di avventure di diversa matrice.
Una manciata di spunti dalla realtà...
1) Kagoshima, Goma, Hilo... ma anche altre decine di città (tra cui Napoli e Catania) sorgono alla base di vulcani (più o meno) attivi. Per alcune di queste non è tanto "se" saranno distrutte... ma "quando".
2) Pompei, Santorini. Città che sorgevano in prossimità di vulcani. Tanto per capire cosa succede quando le cose vanno male e Madre Natura s'incazza.
3) San Michele e San Lazzaro degli Armeni, entrambe in prossimità di Venezia. La prima è un'isola-cimitero, la seconda, su cui ora si trova un importante monastero mechitarista, è stata un lazzaretto. Entrambe luoghi d'interesse storico e turistico.
4) Hashima, ex polo minerario e ora isola-fantasma al largo delle coste del Giappone.
Ok... queste sono tutte potenziali location interessanti per avventure in ambientazione moderna... ora vediamo di fonderle assieme per creare qualcosa di fantasy.
Sunnydale, una città ricca e potente, porto commerciale d'importanza mondiale. Qualcosa di paragonabile alle nostre repubbliche marinare durante il Medioevo. Un'isola a poco più di un km di distanza, ben in vista, un vulcano attivo quel tanto che basta da sputare fumo un paio di volte al giorno e qualche lapillo una volta l'anno... tanto per non annoiarsi e non rilassarsi troppo.
Poniamo la nostra isola vicina ai tropici. Terreno fertile e tanta vegetazione... e tra gli alberi chissà cosa si nasconde...
L'isola ospita un antico cimitero, ormai abbandonato, sulle pendici del monte, che si dice pulluli insolitamente di "vita". Possibilità di trame su gente scomparsa, su antichi misteri e dungeon crawling di non morti.
Ma non ci basta e, sulla spiaggia, sull'altro lato del braccio di mare che separa l'isola da Sunnydale, ci sono anche i resti della "città vecchia", posta sulla costa e cancellata un secolo prima proprio da un'eruzione insolitamente improvvisa e violenta (che tuttavia ha stranamente risparmiato il cimitero del capoverso qui sopra). Gli anziani riportano, per tradizione orale, che c'erano stati dei segnali allarmanti che non furono interpretati. Nel volo degli uccelli. Nei branchi di pesci. Allora come oggi. Dopotutto è un periodo in cui il vulcano sembra essere più agitato del solito. E anche la gente. Ci sarà da preoccuparsi?
E quel vecchio mendicante cieco che dice di esser stato presente alla precedente eruzione? Chi è? E quanti anni dovrebbe avere? E perché continua a dire che la città ha i giorni contati?
E, ancora, chissà quante leggende di tesori nascosti sotto la colata vulcanica...
Inoltre, a pensar male, verrebbe da chiedersi come mai l'accesso all'isola sia stato interdetto. Con tanto di sentinelle preposte a vigilare costantemente e le acque circostanti sistematicamente pattugliate. Come mai un tale spiegamento di forze? Davvero è solo per motivi di sicurezza? O c'è di più?
Insomma, come se non bastassero gli intrighi cui si presta facilmente una città importante, aggiungiamo un po' di pepe con una location semplice da introdurre e da gestire... ma che fa molto ambientazione.
Ok, credo che il titolo chiarisca in modo abbastanza palese l'ispirazione e dove sto andando a parare. Se il nome non vi dice nulla una veloce ricerca su Google vi verrà facilmente in soccorso.
Si tratta ovviamente di uno degli stereotipi più abusati del genere fantasy: la città costruita in prossimità di una porta per l'inferno, di un vulcano attivo o di qualche altro cataclisma che ne mina costantemente l'esistenza. Eppure anche uno spunto così scontato può essere ottimizzato per fungere da sfondo ideale per una serie di avventure di diversa matrice.
Una manciata di spunti dalla realtà...
1) Kagoshima, Goma, Hilo... ma anche altre decine di città (tra cui Napoli e Catania) sorgono alla base di vulcani (più o meno) attivi. Per alcune di queste non è tanto "se" saranno distrutte... ma "quando".
2) Pompei, Santorini. Città che sorgevano in prossimità di vulcani. Tanto per capire cosa succede quando le cose vanno male e Madre Natura s'incazza.
3) San Michele e San Lazzaro degli Armeni, entrambe in prossimità di Venezia. La prima è un'isola-cimitero, la seconda, su cui ora si trova un importante monastero mechitarista, è stata un lazzaretto. Entrambe luoghi d'interesse storico e turistico.
4) Hashima, ex polo minerario e ora isola-fantasma al largo delle coste del Giappone.
Ok... queste sono tutte potenziali location interessanti per avventure in ambientazione moderna... ora vediamo di fonderle assieme per creare qualcosa di fantasy.
Sunnydale, una città ricca e potente, porto commerciale d'importanza mondiale. Qualcosa di paragonabile alle nostre repubbliche marinare durante il Medioevo. Un'isola a poco più di un km di distanza, ben in vista, un vulcano attivo quel tanto che basta da sputare fumo un paio di volte al giorno e qualche lapillo una volta l'anno... tanto per non annoiarsi e non rilassarsi troppo.
Poniamo la nostra isola vicina ai tropici. Terreno fertile e tanta vegetazione... e tra gli alberi chissà cosa si nasconde...
L'isola ospita un antico cimitero, ormai abbandonato, sulle pendici del monte, che si dice pulluli insolitamente di "vita". Possibilità di trame su gente scomparsa, su antichi misteri e dungeon crawling di non morti.
Ma non ci basta e, sulla spiaggia, sull'altro lato del braccio di mare che separa l'isola da Sunnydale, ci sono anche i resti della "città vecchia", posta sulla costa e cancellata un secolo prima proprio da un'eruzione insolitamente improvvisa e violenta (che tuttavia ha stranamente risparmiato il cimitero del capoverso qui sopra). Gli anziani riportano, per tradizione orale, che c'erano stati dei segnali allarmanti che non furono interpretati. Nel volo degli uccelli. Nei branchi di pesci. Allora come oggi. Dopotutto è un periodo in cui il vulcano sembra essere più agitato del solito. E anche la gente. Ci sarà da preoccuparsi?
E quel vecchio mendicante cieco che dice di esser stato presente alla precedente eruzione? Chi è? E quanti anni dovrebbe avere? E perché continua a dire che la città ha i giorni contati?
E, ancora, chissà quante leggende di tesori nascosti sotto la colata vulcanica...
Inoltre, a pensar male, verrebbe da chiedersi come mai l'accesso all'isola sia stato interdetto. Con tanto di sentinelle preposte a vigilare costantemente e le acque circostanti sistematicamente pattugliate. Come mai un tale spiegamento di forze? Davvero è solo per motivi di sicurezza? O c'è di più?
Insomma, come se non bastassero gli intrighi cui si presta facilmente una città importante, aggiungiamo un po' di pepe con una location semplice da introdurre e da gestire... ma che fa molto ambientazione.
venerdì 18 marzo 2016
Campagne #1 - The future
Ambientazione: post-apocalittica nippofila
Sistema di gioco: BESM
Una vecchia campagna giocata tra il 2011 e il 2012. Il risultato ricordo fu piuttosto soddisfacente... quindi perché non condividerla?
Trovate tutto qui: https://sites.google.com/site/thefuturerpg/home
Sistema di gioco: BESM
Una vecchia campagna giocata tra il 2011 e il 2012. Il risultato ricordo fu piuttosto soddisfacente... quindi perché non condividerla?
Trovate tutto qui: https://sites.google.com/site/thefuturerpg/home
giovedì 17 marzo 2016
Spunto #5 - Latinismi di San Patrizio
Ambientazione: moderna
Uno spunto, di seconda mano, che viene dal passato...
Oggi, San Patrizio, ripensavo a un'avventura che, tanto tanto tempo fa, masterizzai (si noti l'utilizzo del passato remoto a rafforzare il concetto di "tanto tanto tempo fa") al gruppo. Si trattava di una robetta in poche pagine, scaricata da internet, intitolata... pensa un po'... "Il patrizio". Se volete la potete scaricare QUI.
Il concept dell'avventura era ispirato a un film e, tutto sommato, non era neanche male... almeno per l'epoca (saranno passati 15 anni). Oggi, con una maturità più adulta e gusti più raffinati, mi appare un po' ingenua. Dell'intera avventura, ad ogni modo, ciò che mi rimane è una frase: "UT REMISI". Ho sempre trovato brillante il parallelo tra la traduzione dal latino ("come io perdonai") e le quattro note estrapolabili dalla frase (UT, ovvero l'odierno DO, RE MI SI). Chissà che non vi venga in mente un modo per riutilizzare questo gioco di parole... a me ne viene in mente più d'uno...
Tanto per ampliare il concetto, aggiungo inoltre un'ulteriore nota di colore che potreste voler riutilizzare. Forse qualcuno di voi avrà avuto modo di vedere quest'inno a San Giovanni scritto da Paolo Diacono (no, non è cultura personale, è Wikipedia):
_ UT queant laxis
_ REsonare fibris
_ MIra gestorum
_ FAmuli tuorum
_ SOLve polluti
_ LAbii reatum
_ Sancte Iohannes
la traduzione, sempre secondo l'enciclopedia online, è questa:
_ Affinché possano cantare
_ con voci libere
_ le meraviglie delle tue azioni
_ i tuoi servi,
_ cancella il peccato
_ del loro labbro contaminato,
_ o san Giovanni
Anche in questo caso, se amate inserire indovinelli e rompicapo nelle avventure, è possibile attingere... magari fornendo l'inno al gruppo e lasciando che siano loro a svolgere il lavoro per accostarlo alla musica.
Uno spunto, di seconda mano, che viene dal passato...
Oggi, San Patrizio, ripensavo a un'avventura che, tanto tanto tempo fa, masterizzai (si noti l'utilizzo del passato remoto a rafforzare il concetto di "tanto tanto tempo fa") al gruppo. Si trattava di una robetta in poche pagine, scaricata da internet, intitolata... pensa un po'... "Il patrizio". Se volete la potete scaricare QUI.
Il concept dell'avventura era ispirato a un film e, tutto sommato, non era neanche male... almeno per l'epoca (saranno passati 15 anni). Oggi, con una maturità più adulta e gusti più raffinati, mi appare un po' ingenua. Dell'intera avventura, ad ogni modo, ciò che mi rimane è una frase: "UT REMISI". Ho sempre trovato brillante il parallelo tra la traduzione dal latino ("come io perdonai") e le quattro note estrapolabili dalla frase (UT, ovvero l'odierno DO, RE MI SI). Chissà che non vi venga in mente un modo per riutilizzare questo gioco di parole... a me ne viene in mente più d'uno...
Tanto per ampliare il concetto, aggiungo inoltre un'ulteriore nota di colore che potreste voler riutilizzare. Forse qualcuno di voi avrà avuto modo di vedere quest'inno a San Giovanni scritto da Paolo Diacono (no, non è cultura personale, è Wikipedia):
_ UT queant laxis
_ REsonare fibris
_ MIra gestorum
_ FAmuli tuorum
_ SOLve polluti
_ LAbii reatum
_ Sancte Iohannes
la traduzione, sempre secondo l'enciclopedia online, è questa:
_ Affinché possano cantare
_ con voci libere
_ le meraviglie delle tue azioni
_ i tuoi servi,
_ cancella il peccato
_ del loro labbro contaminato,
_ o san Giovanni
Anche in questo caso, se amate inserire indovinelli e rompicapo nelle avventure, è possibile attingere... magari fornendo l'inno al gruppo e lasciando che siano loro a svolgere il lavoro per accostarlo alla musica.
mercoledì 16 marzo 2016
Spunto #4 - "Spiriti"
Ambientazione: generico
E' curioso come si possa facilmente lavorare su un gioco di parole come "La casa degli spiriti" o "La dimora degli spiriti".
Possiamo infatti riferisci a un'osteria o un vinaio in ambientazione fantasy, così come a un'enoteca in ambientazione moderna. Oppure, perché no, una cantina? Un semplice frigobar? Tutto dipende dal contesto in cui inseriamo queste semplici frasi. Ed ecco come, in un attimo, un semplice foglietto trovato per caso durante un indagine si trasforma in un diversivo interessante o, addirittura, in una complessa avventura.
sabato 13 febbraio 2016
PG #2 - Quello insonne (e forse psicopatico)
Ambientazione: moderno / contemporaneo
Un grissino di 1 metro e 90, talmente magro da essere scavato. Occhiaie profonde e una perenne barba incolta, distribuita in ciuffi sparsi in modo casuale e disomogeneo sul viso.
"Se ho provato con i sonniferi? No, aspettavo te che venissi a dirmelo!" - si mangia le unghie - "Scusa, non volevo essere sgarbato, è uno degli effetti del dormire poco. Il mio dottore dice di prendere il Roipnol solo come ultima spiaggia, ed è quello che faccio. Quando arrivano le 3 o le 4 del mattino butto giù un paio di pastiglie e a quel punto il cervello si spegne. Per qualche ora".
"Non ti dispiace se mi accendo una sigaretta vero? Dovrei smettere ma proprio non ce la faccio." - si accende una sigaretta, la terza in mezz'ora - "E' una cosa automatica, a volte neppure me ne accorgo. Mi accendo una sigaretta in cucina, un paio di boccate, la lascio sul posacenere, vado in salotto, ne accendo un'altra, mi dimentico della prima, e a volte anche della seconda. E' così, quando non dormi il cervello non funziona bene".
"Certo, ho provato con la lettura. Non è stato difficile, io adoro leggere. Posso andare avanti a leggere per ore. Sai, preferisco la saggistica ai romanzi. così ho l'impressione di impiegare il tempo in modo utile. Per farmi una cultura diciamo. Non è che i romanzi non siano cultura, hai ragione, però le storielle proprio non mi piacciono. A volte mentre leggo la mia mente viaggia si stacca viaggia su binari suoi, mentre gli occhi continuano a seguire il testo senza che le parole che leggo, però, arrivino al cervello. E' normale sai, quando non dormi il cervello non funziona bene. E a me capita di leggere anche per tutta la notte a volte. Molte volte. Tutte le volte. Fino a quando vedo che ore si sono fatte e, a quel punto, prendo il Roipnol".
"Anche il cinema mi piace parecchio. La televisione è una delle prime cose che ho provato per prendere sonno. Ho provato coi film. Niente. Allora ho provato con le televendite. Niente. Allora ho provato con un sito di casinò che aveva un canale privato. C'era un croupier che non faceva altro che far girare palline nella roulette tutta sera. E la roulette girava e girava. Non c'è stato niente da fare. Alla fine sono passato ai documentari. Quei canali tipo History Channel o Discovery Channel. Mi dà l'impressione di impiegare il tempo in modo proficuo. Imparo un mare di cose nuove. Però le dimentico altrettanto velocemente. Sai, il cervello... non funziona bene quando dormi poco... te l'avevo già detto?"
"Da qualche parte ho letto che ogni insonne è un potenziale assassino. O almeno uno psicopatico. E' per colpa del cervello che non funziona bene. L'ho letto su internet. Passo un sacco di nottate girando sui siti e leggendo stronzate come questa. Cioè, guardami in faccia, ti pare che potrei mai uccidere qualcuno? Lo sai che uno degli animali che causa più morti è l'ippopotamo? Uno pensa ai ragni e ai serpenti quando pensa a un animale mortale. O alle tigri. Non agli ippopotami. Nessuno pensa agli ippopotami. Eppure sono delle vere e proprie macchine di morte. Non ricordo le statistiche, la mia memoria va e viene sai, però secondo me parliamo di migliaia di morti l'anno".
"Eh... è una lunga storia. E' iniziata 10, o forse 15 anni fa. Ero al primo anno di college e c'era stata una festa. Il padrone di casa si chiamava Thompson, o qualcosa del genere. Era uno di quei ricconi con delle ville immense e la festa era in giardino. C'era una ragazza: Julia. Lei mi piaceva e io piacevo a lei. Eravamo ubriachi tutti e due... e avevamo voglia. Volevamo farci una sveltina e ci siamo allontanati, nascondendoci dietro una siepe, neanche troppo lontano dalla festa. Io ero giovane. E ubriaco. E il pelatone non si è alzato sull'attenti alla chiamata. Quindi sono scappato via pieno di vergogna. L'hanno trovata morta qualche ora dopo. Non si è mai saputo chi sia stato o perché. Strangolata. Questa cosa mi ha scosso al punto da non riuscire a dormire per giorni. E anche dopo, quando mi sono calmato, il sonno non è più tornato. So cosa stai pensando. Pensi che l'abbia uccisa io. Lo pensano tutti a quelli a cui racconto questa storia. Ma è una cazzata. Io non sono un assassino. E comunque non sono neanche sicuro che quello che ti ho raccontato sia davvero successo. Sai... è il cervello... a volte confonde la realtà e la fantasia... non funziona bene quando dormi poco..."
Un grissino di 1 metro e 90, talmente magro da essere scavato. Occhiaie profonde e una perenne barba incolta, distribuita in ciuffi sparsi in modo casuale e disomogeneo sul viso.
"Se ho provato con i sonniferi? No, aspettavo te che venissi a dirmelo!" - si mangia le unghie - "Scusa, non volevo essere sgarbato, è uno degli effetti del dormire poco. Il mio dottore dice di prendere il Roipnol solo come ultima spiaggia, ed è quello che faccio. Quando arrivano le 3 o le 4 del mattino butto giù un paio di pastiglie e a quel punto il cervello si spegne. Per qualche ora".
"Non ti dispiace se mi accendo una sigaretta vero? Dovrei smettere ma proprio non ce la faccio." - si accende una sigaretta, la terza in mezz'ora - "E' una cosa automatica, a volte neppure me ne accorgo. Mi accendo una sigaretta in cucina, un paio di boccate, la lascio sul posacenere, vado in salotto, ne accendo un'altra, mi dimentico della prima, e a volte anche della seconda. E' così, quando non dormi il cervello non funziona bene".
"Certo, ho provato con la lettura. Non è stato difficile, io adoro leggere. Posso andare avanti a leggere per ore. Sai, preferisco la saggistica ai romanzi. così ho l'impressione di impiegare il tempo in modo utile. Per farmi una cultura diciamo. Non è che i romanzi non siano cultura, hai ragione, però le storielle proprio non mi piacciono. A volte mentre leggo la mia mente viaggia si stacca viaggia su binari suoi, mentre gli occhi continuano a seguire il testo senza che le parole che leggo, però, arrivino al cervello. E' normale sai, quando non dormi il cervello non funziona bene. E a me capita di leggere anche per tutta la notte a volte. Molte volte. Tutte le volte. Fino a quando vedo che ore si sono fatte e, a quel punto, prendo il Roipnol".
"Anche il cinema mi piace parecchio. La televisione è una delle prime cose che ho provato per prendere sonno. Ho provato coi film. Niente. Allora ho provato con le televendite. Niente. Allora ho provato con un sito di casinò che aveva un canale privato. C'era un croupier che non faceva altro che far girare palline nella roulette tutta sera. E la roulette girava e girava. Non c'è stato niente da fare. Alla fine sono passato ai documentari. Quei canali tipo History Channel o Discovery Channel. Mi dà l'impressione di impiegare il tempo in modo proficuo. Imparo un mare di cose nuove. Però le dimentico altrettanto velocemente. Sai, il cervello... non funziona bene quando dormi poco... te l'avevo già detto?"
"Da qualche parte ho letto che ogni insonne è un potenziale assassino. O almeno uno psicopatico. E' per colpa del cervello che non funziona bene. L'ho letto su internet. Passo un sacco di nottate girando sui siti e leggendo stronzate come questa. Cioè, guardami in faccia, ti pare che potrei mai uccidere qualcuno? Lo sai che uno degli animali che causa più morti è l'ippopotamo? Uno pensa ai ragni e ai serpenti quando pensa a un animale mortale. O alle tigri. Non agli ippopotami. Nessuno pensa agli ippopotami. Eppure sono delle vere e proprie macchine di morte. Non ricordo le statistiche, la mia memoria va e viene sai, però secondo me parliamo di migliaia di morti l'anno".
"Eh... è una lunga storia. E' iniziata 10, o forse 15 anni fa. Ero al primo anno di college e c'era stata una festa. Il padrone di casa si chiamava Thompson, o qualcosa del genere. Era uno di quei ricconi con delle ville immense e la festa era in giardino. C'era una ragazza: Julia. Lei mi piaceva e io piacevo a lei. Eravamo ubriachi tutti e due... e avevamo voglia. Volevamo farci una sveltina e ci siamo allontanati, nascondendoci dietro una siepe, neanche troppo lontano dalla festa. Io ero giovane. E ubriaco. E il pelatone non si è alzato sull'attenti alla chiamata. Quindi sono scappato via pieno di vergogna. L'hanno trovata morta qualche ora dopo. Non si è mai saputo chi sia stato o perché. Strangolata. Questa cosa mi ha scosso al punto da non riuscire a dormire per giorni. E anche dopo, quando mi sono calmato, il sonno non è più tornato. So cosa stai pensando. Pensi che l'abbia uccisa io. Lo pensano tutti a quelli a cui racconto questa storia. Ma è una cazzata. Io non sono un assassino. E comunque non sono neanche sicuro che quello che ti ho raccontato sia davvero successo. Sai... è il cervello... a volte confonde la realtà e la fantasia... non funziona bene quando dormi poco..."
venerdì 12 febbraio 2016
PNG #2 - La ragazzina impicciona
Ambientazione: generico (ma più facile da inserire in un contesto fantasy)
Una ragazzina anonima dai capelli rossi e dallo sguardo vivace, abbigliata in modo semplice. "Certo che conosco la zona. Sono nata qui, il monte Cook è la mia casa. Il laghetto? Sì, siete sulla strada giusta, è a poco meno di un'ora di cammino da qui. Come mai volete andare là? Ci sono delle leggende su quel laghetto, sapete? Mia nonna da piccola me le raccontava prima di dormire. Eh, ma se ve le racconto poi mi permetterete di venire con voi? Prometto che non vi sarò d'impiccio, ma se state andandoci armati a quel modo ci sarà una battaglia, giusto? Qualche mostro? Oppure un assassino che si è rifugiato tra i monti? A me potete dirlo, non dirò nulla a nessuno. Voi siete degli avventurieri, giusto? Siete famosi? Da quanto fate questo lavoro? Quindi proprio non posso venire con voi? Capisco...". E prende a seguire il gruppo di nascosto...
Una ragazzina anonima dai capelli rossi e dallo sguardo vivace, abbigliata in modo semplice. "Certo che conosco la zona. Sono nata qui, il monte Cook è la mia casa. Il laghetto? Sì, siete sulla strada giusta, è a poco meno di un'ora di cammino da qui. Come mai volete andare là? Ci sono delle leggende su quel laghetto, sapete? Mia nonna da piccola me le raccontava prima di dormire. Eh, ma se ve le racconto poi mi permetterete di venire con voi? Prometto che non vi sarò d'impiccio, ma se state andandoci armati a quel modo ci sarà una battaglia, giusto? Qualche mostro? Oppure un assassino che si è rifugiato tra i monti? A me potete dirlo, non dirò nulla a nessuno. Voi siete degli avventurieri, giusto? Siete famosi? Da quanto fate questo lavoro? Quindi proprio non posso venire con voi? Capisco...". E prende a seguire il gruppo di nascosto...
giovedì 11 febbraio 2016
PG #1 - Quello con una storia incredibile
Ambientazione: generico
Se si potesse fare una media degli attributi del genere umano il risultato sarebbe John Smith, o almeno è così che si fa chiamare. No, non può usare il proprio nome vero... è una lunga storia. 1 metro e 75 o giù di lì per 65 chili circa. Capelli castani di media lunghezza, né troppo corti né troppo lunghi. Occhi nocciola leggermente screziati di un verde acido e un filo di barba appena accennata.
"Certo che so sparare, mio padre era un ufficiale della marina". Mentre la madre, a quanto pare, era una semplice casalinga di buona famiglia. "Però da lei ho ereditato la curiosità, potrei raccontarvi aneddoti da qui al giorno del giudizio con la quantità di libri, film, spettacoli e documentari che ho divorato da giovane".
Purtroppo, nonostante la madre benestante, non c'era stata alcuna eredità alla morte dei nonni. "Parenti serpenti, come si dice, ed è vero, sapete? I parenti sono i peggiori stronzi che vi possono capitare davanti in tribunale. Lo so perché quando sono morti i miei nonni, e ce ne sarebbe da raccontare, credetemi, su come sono morti, comunque, a casa eravamo diventati talmente poveri, e anche questa è una gran storia sul come fosse successo, da non poterci permettere un avvocato. E quindi, visto che studiavo giurisprudenza, c'ho provato io... ma ero troppo giovane e non è andata bene".
Nonni che, a quanto pare, dovevano la propria fortuna a una macelleria. "Io me ne intendo di bistecche, signori. Non ci credete? Ho lavorato per anni aiutando mio nonno nel retrobottega. Mi ha insegnato come riconoscere la carne buona. E qui, credetemi, non ne troverete. Questa carne è troppo rossa, tutti coloranti. E, ascoltate me, vedrete quanta acqua rilascerà in cottura, come minimo sarà gonfiata con ormoni della crescita. Ascoltate me, lasciate stare".
A scuola se la cavava bene. "Ho una quasi laurea in archeologia, ma ho dovuto lasciare gli studi alla morte di mio padre. Sì, prima facevo giurisprudenza ma dopo il processo mi sono depresso e ho cambiato facoltà. Come di cosa è morto? Mio padre era un biologo, è stato un incidente di laboratorio. Sì, lo so che ho detto che era in marina, infatti lavorava in un laboratorio militare. Operazioni segrete sapete, non avete idea di quante cose ci tengano nascoste. Io non ho mai creduto alla storia dell'incidente di laboratorio".
Ha cambiato mille lavori in mezzo mondo. "Per un certo periodo ho lavorato come tassista qui a Londra, conosco quasi ogni via della città. No, è stato dopo aver lavorato come aiuto veterinario al circo. No, è stato prima di partire per l'Ecuador come missionario".
Ha contatti da tutte le parti. "Se entrate al St. Andrew's pub, che è di un certo Thomas White, che un tempo lavorava come benzinaio sulla 34a, e uscite dalla porta sul retro vi troverete in una piccola corte chiusa. No, non lo so perché abbiano fatto una corte chiusa lì, ma se volete posso passare al catasto e informarmi su chi era l'architetto. Conosco giustappunto una delle impiegate: Rosemary. Comunque, dietro il pub ci vive il mio amico Eugene. E' un tipo a posto, se escludiamo il fatto che cucina metanfetamine nel garage di casa. Come sarebbe a dire 'a cosa ci servono le metanfetamine'? ".
Ha mille interessi. "Purtroppo ho venduto la mia collezione di figurine del baseball, altrimenti vi avrei fatto vedere che era mancino. Si capisce da come impugnava la mazza nella foto. Eh, lo so che adesso valgono un sacco di soldi, ma mi ero stufato. Comunque lo sport mi interessa ancora, solo che ora preferisco le arti marziali. No, il viet vo dao l'ho solo provato per qualche mese quando stavo con Tuyen. Come chi era Tuyen? Era la mia compagna di ballo al corso di rock acrobatico. Ora comunque faccio kendo. Come sarebbe a dire che non è un'arte marziale. Non scherziamo. Non lo sapete che 'Marziale' deriva da Marte, dio della guerra? Non sono certo un esperto ma questo l'ho imparato quando andavo a lezioni di latino. Quindi il kendo è un'arte marziale eccome!".
Spesso non è facile discernere la realtà dalla fantasia... a volte è impreciso... a volte ricordava male... a volte si è sbagliato... però a volte sorprende tutti portando prove (più o meno) schiaccianti. Di certo, comunque, non si può dire che sia un tipo noioso.
mercoledì 10 febbraio 2016
PNG #1 - L'uomo che non dorme mai
Ambientazione: generico
Capelli lunghi e spettinati, barba incolta e aspetto trasandato. Un vecchio accappatoio nocciola, logoro e spelacchiato, su una canottiera bianca e un paio di bermuda a scacchi sui toni dell'azzurro. Ciabatte in pelle. Occhi piccoli, incorniciati da importanti occhiaie scure come la notte, nascosti sotto un paio di occhiali da sole. "Dormire? Io? Io non dormo. Sul serio, non dormo mai. Ho smesso di dormire quando avevo 14 anni. Se non ci credete provate a puntare la sveglia e verificate di persona. Sì, lo so che è incredibile. Eh... è una lunga storia, la volete sentire?".
martedì 9 febbraio 2016
Spunto #3 - La baleniera
Ambientazione: Maine, anni '20 o '30
Il gruppo giunge di notte in un piccolo villaggio del Maine, trovandolo in fiamme e invaso da una quantità innumerevole di terrificanti, crudeli abomini. Gli abitanti sono stati sterminati e divorati e parte delle abitazioni sono in fiamme, mentre l'incendio lentamente si propaga. La Rosemary, una baleniera rientrata quella stessa sera, mostra sul ponte i resti macilenti di un capidoglio, terreno di coltura ideale per le uova di una razza di mostri alieni affini a Chtulhu.
lunedì 8 febbraio 2016
Spunto #2 - Ubiquità
Ambientazione: Stati Uniti, anni '80.
New York. Chicago. Houston. Los Angeles. 4 telefonate arrivano contemporaneamente alle centrali di polizia delle 4 città, annunciando 4 omicidi. Le vittime non hanno nulla in comune tra loro. Un ricco manager sulla quarantina. Una casalinga, vedova e disoccupata. Un anziano veterano di mille battaglie. Una bambina di origini haitiane. Nessun legame. La scientifica decreta che i 4 omicidi sono avvenuti in contemporanea e tutti secondo lo stesso modus operandi. Le videocamere di sicurezza hanno filmato lo stesso uomo in tutti e 4 i casi. Le impronte digitali ritrovate sulle armi del delitto sono sempre le stesse.
New York. Chicago. Houston. Los Angeles. 4 telefonate arrivano contemporaneamente alle centrali di polizia delle 4 città, annunciando 4 omicidi. Le vittime non hanno nulla in comune tra loro. Un ricco manager sulla quarantina. Una casalinga, vedova e disoccupata. Un anziano veterano di mille battaglie. Una bambina di origini haitiane. Nessun legame. La scientifica decreta che i 4 omicidi sono avvenuti in contemporanea e tutti secondo lo stesso modus operandi. Le videocamere di sicurezza hanno filmato lo stesso uomo in tutti e 4 i casi. Le impronte digitali ritrovate sulle armi del delitto sono sempre le stesse.
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domenica 7 febbraio 2016
Spunto #1 - L'autobus
Ambientazione: Lousiana, anni '20 o '30.
Il gruppo si trova su un autobus notturno in viaggio lungo il Mississippi. Il veicolo è partito da Houston (Texas) e si trova ora in Louisiana, tra Baton Rouge e New Orleans. E' notte fonda, le luci nel veicolo sono spente e i passeggeri dormono. Di colpo il veicolo scarta bruscamente e si schianta nel fosso al bordo della strada. All'esterno ci sono solo le tenebre e una densa nebbia che rende impossibile orientarsi. Il conducente è morto oppure è scomparso nel nulla. E' un suono di tamburi quello che si sente, ovattato, nella nebbia?
Il gruppo si trova su un autobus notturno in viaggio lungo il Mississippi. Il veicolo è partito da Houston (Texas) e si trova ora in Louisiana, tra Baton Rouge e New Orleans. E' notte fonda, le luci nel veicolo sono spente e i passeggeri dormono. Di colpo il veicolo scarta bruscamente e si schianta nel fosso al bordo della strada. All'esterno ci sono solo le tenebre e una densa nebbia che rende impossibile orientarsi. Il conducente è morto oppure è scomparso nel nulla. E' un suono di tamburi quello che si sente, ovattato, nella nebbia?
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