sabato 13 febbraio 2016

PG #2 - Quello insonne (e forse psicopatico)

Ambientazione: moderno / contemporaneo

Un grissino di 1 metro e 90, talmente magro da essere scavato. Occhiaie profonde e una perenne barba incolta, distribuita in ciuffi sparsi in modo casuale e disomogeneo sul viso.

"Se ho provato con i sonniferi? No, aspettavo te che venissi a dirmelo!" - si mangia le unghie - "Scusa, non volevo essere sgarbato, è uno degli effetti del dormire poco. Il mio dottore dice di prendere il Roipnol solo come ultima spiaggia, ed è quello che faccio. Quando arrivano le 3 o le 4 del mattino butto giù un paio di pastiglie e a quel punto il cervello si spegne. Per qualche ora".

"Non ti dispiace se mi accendo una sigaretta vero? Dovrei smettere ma proprio non ce la faccio." - si accende una sigaretta, la terza in mezz'ora - "E' una cosa automatica, a volte neppure me ne accorgo. Mi accendo una sigaretta in cucina, un paio di boccate, la lascio sul posacenere, vado in salotto, ne accendo un'altra, mi dimentico della prima, e a volte anche della seconda. E' così, quando non dormi il cervello non funziona bene".

"Certo, ho provato con la lettura. Non è stato difficile, io adoro leggere. Posso andare avanti a leggere per ore. Sai, preferisco la saggistica ai romanzi. così ho l'impressione di impiegare il tempo in modo utile. Per farmi una cultura diciamo. Non è che i romanzi non siano cultura, hai ragione, però le storielle proprio non mi piacciono. A volte mentre leggo la mia mente viaggia si stacca viaggia su binari suoi, mentre gli occhi continuano a seguire il testo senza che le parole che leggo, però, arrivino al cervello. E' normale sai, quando non dormi il cervello non funziona bene. E a me capita di leggere anche per tutta la notte a volte. Molte volte. Tutte le volte. Fino a quando vedo che ore si sono fatte e, a quel punto, prendo il Roipnol".

"Anche il cinema mi piace parecchio. La televisione è una delle prime cose che ho provato per prendere sonno. Ho provato coi film. Niente. Allora ho provato con le televendite. Niente. Allora ho provato con un sito di casinò che aveva un canale privato. C'era un croupier che non faceva altro che far girare palline nella roulette tutta sera. E la roulette girava e girava. Non c'è stato niente da fare. Alla fine sono passato ai documentari. Quei canali tipo History Channel o Discovery Channel. Mi dà l'impressione di impiegare il tempo in modo proficuo. Imparo un mare di cose nuove. Però le dimentico altrettanto velocemente. Sai, il cervello... non funziona bene quando dormi poco... te l'avevo già detto?"

"Da qualche parte ho letto che ogni insonne è un potenziale assassino. O almeno uno psicopatico. E' per colpa del cervello che non funziona bene. L'ho letto su internet. Passo un sacco di nottate girando sui siti e leggendo stronzate come questa. Cioè, guardami in faccia, ti pare che potrei mai uccidere qualcuno? Lo sai che uno degli animali che causa più morti è l'ippopotamo? Uno pensa ai ragni e ai serpenti quando pensa a un animale mortale. O alle tigri. Non agli ippopotami. Nessuno pensa agli ippopotami. Eppure sono delle vere e proprie macchine di morte. Non ricordo le statistiche, la mia memoria va e viene sai, però secondo me parliamo di migliaia di morti l'anno".

"Eh... è una lunga storia. E' iniziata 10, o forse 15 anni fa. Ero al primo anno di college e c'era stata una festa. Il padrone di casa si chiamava Thompson, o qualcosa del genere. Era uno di quei ricconi con delle ville immense e la festa era in giardino. C'era una ragazza: Julia. Lei mi piaceva e io piacevo a lei. Eravamo ubriachi tutti e due... e avevamo voglia. Volevamo farci una sveltina e ci siamo allontanati, nascondendoci dietro una siepe, neanche troppo lontano dalla festa. Io ero giovane. E ubriaco. E il pelatone non si è alzato sull'attenti alla chiamata. Quindi sono scappato via pieno di vergogna. L'hanno trovata morta qualche ora dopo. Non si è mai saputo chi sia stato o perché. Strangolata. Questa cosa mi ha scosso al punto da non riuscire a dormire per giorni. E anche dopo, quando mi sono calmato, il sonno non è più tornato. So cosa stai pensando. Pensi che l'abbia uccisa io. Lo pensano tutti a quelli a cui racconto questa storia. Ma è una cazzata. Io non sono un assassino. E comunque non sono neanche sicuro che quello che ti ho raccontato sia davvero successo. Sai... è il cervello... a volte confonde la realtà e la fantasia... non funziona bene quando dormi poco..."



venerdì 12 febbraio 2016

PNG #2 - La ragazzina impicciona

Ambientazione: generico (ma più facile da inserire in un contesto fantasy)

Una ragazzina anonima dai capelli rossi e dallo sguardo vivace, abbigliata in modo semplice. "Certo che conosco la zona. Sono nata qui, il monte Cook è la mia casa. Il laghetto? Sì, siete sulla strada giusta, è a poco meno di un'ora di cammino da qui. Come mai volete andare là? Ci sono delle leggende su quel laghetto, sapete? Mia nonna da piccola me le raccontava prima di dormire. Eh, ma se ve le racconto poi mi permetterete di venire con voi? Prometto che non vi sarò d'impiccio, ma se state andandoci armati a quel modo ci sarà una battaglia, giusto? Qualche mostro? Oppure un assassino che si è rifugiato tra i monti? A me potete dirlo, non dirò nulla a nessuno. Voi siete degli avventurieri, giusto? Siete famosi? Da quanto fate questo lavoro? Quindi proprio non posso venire con voi? Capisco...". E prende a seguire il gruppo di nascosto...


giovedì 11 febbraio 2016

PG #1 - Quello con una storia incredibile

Ambientazione: generico

Se si potesse fare una media degli attributi del genere umano il risultato sarebbe John Smith, o almeno è così che si fa chiamare. No, non può usare il proprio nome vero... è una lunga storia. 1 metro e 75 o giù di lì per 65 chili circa. Capelli castani di media lunghezza, né troppo corti né troppo lunghi. Occhi nocciola leggermente screziati di un verde acido e un filo di barba appena accennata.

"Certo che so sparare, mio padre era un ufficiale della marina". Mentre la madre, a quanto pare, era una semplice casalinga di buona famiglia. "Però da lei ho ereditato la curiosità, potrei raccontarvi aneddoti da qui al giorno del giudizio con la quantità di libri, film, spettacoli e documentari che ho divorato da giovane".

Purtroppo, nonostante la madre benestante, non c'era stata alcuna eredità alla morte dei nonni. "Parenti serpenti, come si dice, ed è vero, sapete? I parenti sono i peggiori stronzi che vi possono capitare davanti in tribunale. Lo so perché quando sono morti i miei nonni, e ce ne sarebbe da raccontare, credetemi, su come sono morti, comunque, a casa eravamo diventati talmente poveri, e anche questa è una gran storia sul come fosse successo, da non poterci permettere un avvocato. E quindi, visto che studiavo giurisprudenza, c'ho provato io... ma ero troppo giovane e non è andata bene".

Nonni che, a quanto pare, dovevano la propria fortuna a una macelleria. "Io me ne intendo di bistecche, signori. Non ci credete? Ho lavorato per anni aiutando mio nonno nel retrobottega. Mi ha insegnato come riconoscere la carne buona. E qui, credetemi, non ne troverete. Questa carne è troppo rossa, tutti coloranti. E, ascoltate me, vedrete quanta acqua rilascerà in cottura, come minimo sarà gonfiata con ormoni della crescita. Ascoltate me, lasciate stare".

A scuola se la cavava bene. "Ho una quasi laurea in archeologia, ma ho dovuto lasciare gli studi alla morte di mio padre. Sì, prima facevo giurisprudenza ma dopo il processo mi sono depresso e ho cambiato facoltà. Come di cosa è morto? Mio padre era un biologo, è stato un incidente di laboratorio. Sì, lo so che ho detto che era in marina, infatti lavorava in un laboratorio militare. Operazioni segrete sapete, non avete idea di quante cose ci tengano nascoste. Io non ho mai creduto alla storia dell'incidente di laboratorio".

Ha cambiato mille lavori in mezzo mondo. "Per un certo periodo ho lavorato come tassista qui a Londra, conosco quasi ogni via della città. No, è stato dopo aver lavorato come aiuto veterinario al circo. No, è stato prima di partire per l'Ecuador come missionario".

Ha contatti da tutte le parti. "Se entrate al St. Andrew's pub, che è di un certo Thomas White, che un tempo lavorava come benzinaio sulla 34a, e uscite dalla porta sul retro vi troverete in una piccola corte chiusa. No, non lo so perché abbiano fatto una corte chiusa lì, ma se volete posso passare al catasto e informarmi su chi era l'architetto. Conosco giustappunto una delle impiegate: Rosemary. Comunque, dietro il pub ci vive il mio amico Eugene. E' un tipo a posto, se escludiamo il fatto che cucina metanfetamine nel garage di casa. Come sarebbe a dire 'a cosa ci servono le metanfetamine'? ".

Ha mille interessi. "Purtroppo ho venduto la mia collezione di figurine del baseball, altrimenti vi avrei fatto vedere che era mancino. Si capisce da come impugnava la mazza nella foto. Eh, lo so che adesso valgono un sacco di soldi, ma mi ero stufato. Comunque lo sport mi interessa ancora, solo che ora preferisco le arti marziali. No, il viet vo dao l'ho solo provato per qualche mese quando stavo con Tuyen. Come chi era Tuyen? Era la mia compagna di ballo al corso di rock acrobatico. Ora comunque faccio kendo. Come sarebbe a dire che non è un'arte marziale. Non scherziamo. Non lo sapete che 'Marziale' deriva da Marte, dio della guerra? Non sono certo un esperto ma questo l'ho imparato quando andavo a lezioni di latino. Quindi il kendo è un'arte marziale eccome!".

Spesso non è facile discernere la realtà dalla fantasia... a volte è impreciso... a volte ricordava male... a volte si è sbagliato... però a volte sorprende tutti portando prove (più o meno) schiaccianti. Di certo, comunque, non si può dire che sia un tipo noioso.


mercoledì 10 febbraio 2016

PNG #1 - L'uomo che non dorme mai

Ambientazione: generico

Capelli lunghi e spettinati, barba incolta e aspetto trasandato. Un vecchio accappatoio nocciola, logoro e spelacchiato, su una canottiera bianca e un paio di bermuda a scacchi sui toni dell'azzurro. Ciabatte in pelle. Occhi piccoli, incorniciati da importanti occhiaie scure come la notte, nascosti sotto un paio di occhiali da sole. "Dormire? Io? Io non dormo. Sul serio, non dormo mai. Ho smesso di dormire quando avevo 14 anni. Se non ci credete provate a puntare la sveglia e verificate di persona. Sì, lo so che è incredibile. Eh... è una lunga storia, la volete sentire?".


martedì 9 febbraio 2016

Spunto #3 - La baleniera

Ambientazione: Maine, anni '20 o '30

Il gruppo giunge di notte in un piccolo villaggio del Maine, trovandolo in fiamme e invaso da una quantità innumerevole di terrificanti, crudeli abomini. Gli abitanti sono stati sterminati e divorati e parte delle abitazioni sono in fiamme, mentre l'incendio lentamente si propaga. La Rosemary, una baleniera rientrata quella stessa sera, mostra sul ponte i resti macilenti di un capidoglio, terreno di coltura ideale per le uova di una razza di mostri alieni affini a Chtulhu.



lunedì 8 febbraio 2016

Spunto #2 - Ubiquità

Ambientazione: Stati Uniti, anni '80.

New York. Chicago. Houston. Los Angeles. 4 telefonate arrivano contemporaneamente alle centrali di polizia delle 4 città, annunciando 4 omicidi. Le vittime non hanno nulla in comune tra loro. Un ricco manager sulla quarantina. Una casalinga, vedova e disoccupata. Un anziano veterano di mille battaglie. Una bambina di origini haitiane. Nessun legame. La scientifica decreta che i 4 omicidi sono avvenuti in contemporanea e tutti secondo lo stesso modus operandi. Le videocamere di sicurezza hanno filmato lo stesso uomo in tutti e 4 i casi. Le impronte digitali ritrovate sulle armi del delitto sono sempre le stesse.


domenica 7 febbraio 2016

Spunto #1 - L'autobus

Ambientazione: Lousiana, anni '20 o '30.

Il gruppo si trova su un autobus notturno in viaggio lungo il Mississippi. Il veicolo è partito da Houston (Texas) e si trova ora in Louisiana, tra Baton Rouge e New Orleans. E' notte fonda, le luci nel veicolo sono spente e i passeggeri dormono. Di colpo il veicolo scarta bruscamente e si schianta nel fosso al bordo della strada. All'esterno ci sono solo le tenebre e una densa nebbia che rende impossibile orientarsi. Il conducente è morto oppure è scomparso nel nulla. E' un suono di tamburi quello che si sente, ovattato, nella nebbia?