Ok, credo che il titolo chiarisca in modo abbastanza palese l'ispirazione e dove sto andando a parare. Se il nome non vi dice nulla una veloce ricerca su Google vi verrà facilmente in soccorso.
Si tratta ovviamente di uno degli stereotipi più abusati del genere fantasy: la città costruita in prossimità di una porta per l'inferno, di un vulcano attivo o di qualche altro cataclisma che ne mina costantemente l'esistenza. Eppure anche uno spunto così scontato può essere ottimizzato per fungere da sfondo ideale per una serie di avventure di diversa matrice.
Una manciata di spunti dalla realtà...
1) Kagoshima, Goma, Hilo... ma anche altre decine di città (tra cui Napoli e Catania) sorgono alla base di vulcani (più o meno) attivi. Per alcune di queste non è tanto "se" saranno distrutte... ma "quando".
2) Pompei, Santorini. Città che sorgevano in prossimità di vulcani. Tanto per capire cosa succede quando le cose vanno male e Madre Natura s'incazza.
3) San Michele e San Lazzaro degli Armeni, entrambe in prossimità di Venezia. La prima è un'isola-cimitero, la seconda, su cui ora si trova un importante monastero mechitarista, è stata un lazzaretto. Entrambe luoghi d'interesse storico e turistico.
4) Hashima, ex polo minerario e ora isola-fantasma al largo delle coste del Giappone.
Ok... queste sono tutte potenziali location interessanti per avventure in ambientazione moderna... ora vediamo di fonderle assieme per creare qualcosa di fantasy.
Sunnydale, una città ricca e potente, porto commerciale d'importanza mondiale. Qualcosa di paragonabile alle nostre repubbliche marinare durante il Medioevo. Un'isola a poco più di un km di distanza, ben in vista, un vulcano attivo quel tanto che basta da sputare fumo un paio di volte al giorno e qualche lapillo una volta l'anno... tanto per non annoiarsi e non rilassarsi troppo.
Poniamo la nostra isola vicina ai tropici. Terreno fertile e tanta vegetazione... e tra gli alberi chissà cosa si nasconde...
L'isola ospita un antico cimitero, ormai abbandonato, sulle pendici del monte, che si dice pulluli insolitamente di "vita". Possibilità di trame su gente scomparsa, su antichi misteri e dungeon crawling di non morti.
Ma non ci basta e, sulla spiaggia, sull'altro lato del braccio di mare che separa l'isola da Sunnydale, ci sono anche i resti della "città vecchia", posta sulla costa e cancellata un secolo prima proprio da un'eruzione insolitamente improvvisa e violenta (che tuttavia ha stranamente risparmiato il cimitero del capoverso qui sopra). Gli anziani riportano, per tradizione orale, che c'erano stati dei segnali allarmanti che non furono interpretati. Nel volo degli uccelli. Nei branchi di pesci. Allora come oggi. Dopotutto è un periodo in cui il vulcano sembra essere più agitato del solito. E anche la gente. Ci sarà da preoccuparsi?
E quel vecchio mendicante cieco che dice di esser stato presente alla precedente eruzione? Chi è? E quanti anni dovrebbe avere? E perché continua a dire che la città ha i giorni contati?
E, ancora, chissà quante leggende di tesori nascosti sotto la colata vulcanica...
Inoltre, a pensar male, verrebbe da chiedersi come mai l'accesso all'isola sia stato interdetto. Con tanto di sentinelle preposte a vigilare costantemente e le acque circostanti sistematicamente pattugliate. Come mai un tale spiegamento di forze? Davvero è solo per motivi di sicurezza? O c'è di più?
Insomma, come se non bastassero gli intrighi cui si presta facilmente una città importante, aggiungiamo un po' di pepe con una location semplice da introdurre e da gestire... ma che fa molto ambientazione.






